
Con l’arrivo delle prime ondate di calore, cresce anche il numero di accessi ospedalieri per eventi cardiovascolari e respiratori acuti. Lo confermano i dati raccolti in diverse regioni italiane, ma anche studi internazionali che evidenziano come l’aumento delle temperature, specialmente durante periodi prolungati, sia correlato a un incremento della mortalità e morbilità, soprattutto tra le persone anziane o affette da patologie croniche.
In particolare, le alte temperature sono associate a un maggior rischio di infarto acuto del miocardio, ictus ischemico ed emorragico, scompenso cardiaco acuto e riacutizzazioni di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). I meccanismi alla base di questo legame sono molteplici: disidratazione, stress termico, ipotensione o ipertensione da sbilanciamento autonomico, e alterazioni della coagulazione.
Secondo uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health nel 2023, il caldo estremo ha contribuito a oltre 60.000 decessi in Europa durante l’estate 2022, con l’Italia tra i Paesi più colpiti. Le fasce più vulnerabili della popolazione includono anziani, pazienti con malattie cardiovascolari e respiratorie croniche, diabetici, bambini piccoli e persone in condizioni di fragilità socio-sanitaria.
Tra le patologie più comuni durante le ondate di calore, lo scompenso cardiaco acuto rappresenta una delle principali cause di ricovero. Il cuore, già compromesso, fatica a sostenere la vasodilatazione indotta dal calore e spesso risente delle variazioni elettrolitiche causate da eccessiva sudorazione o daete idrica insufficiente. Il Journal of the American College of Cardiology ha riportato come le temperature estreme incidano sulla mortalità da scompenso, specialmente nei pazienti più anziani e in terapia con diuretici o farmaci antipertensivi.
Anche i pazienti con BPCO o asma grave sono esposti a un rischio aumentato. Le alte temperature, associate a un incremento della concentrazione di ozono troposferico e inquinanti, peggiorano l’infiammazione delle vie aeree, riducono la funzione respiratoria e favoriscono episodi acuti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’esposizione prolungata a ondate di calore può ridurre la capacità di ventilazione anche nei soggetti sani, ma l’impatto è più marcato in quelli con patologie respiratorie croniche.
Per fronteggiare questo scenario, la prevenzione è fondamentale. Il Ministero della Salute, attraverso il Piano Nazionale di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, rinnova ogni anno una serie di raccomandazioni: mantenere una corretta idratazione, evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, fare attenzione all’assunzione di farmaci (soprattutto diuretici, antipertensivi e anticoagulanti) e controllare ambienti e temperatura domestica.
È altrettanto importante che i pazienti cronici ricevano istruzioni precise dai loro medici curanti durante il periodo estivo. Il rischio di complicanze aumenta se non si adattano i comportamenti quotidiani e, talvolta, anche i dosaggi terapeutici. In molti casi, il semplice controllo domiciliare della pressione arteriosa, della glicemia e della diuresi può aiutare a prevenire situazioni di emergenza.
I segnali d’allarme più comuni – come astenia improvvisa, confusione, vertigini, dispnea, dolore toracico, aritmie o alterazioni dello stato di coscienza – non devono essere sottovalutati, soprattutto nei soggetti a rischio. In presenza di questi sintomi, è sempre indicato contattare un medico o rivolgersi al pronto soccorso.
Infine, l’assistenza ai soggetti fragili – anziani soli, pazienti non autosufficienti, persone con disturbi cognitivi – deve essere considerata una priorità anche dal punto di vista sociale e organizzativo. L’accesso a spazi climatizzati, un’alimentazione adeguata e la supervisione regolare possono fare la differenza tra un’estate sicura e un’emergenza evitabile.
Fonti selezionate:
- Basu R. High ambient temperature and mortality: a review of epidemiologic studies from 2001 to 2008. Environ Health. 2009;8:40.
- Ballester J. et al. The burden of heat-related mortality attributable to recent human-induced climate change. Lancet Planet Health. 2023;7(7):e573–e582.
- Madrigano J. et al. Temperature, myocardial infarction, and mortality: effect modification by individual- and area-level characteristics. Epidemiology. 2013;24(3):439–446.
- WHO. Heat and health in the WHO European Region: updated evidence for effective prevention. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2021.
- Ministero della Salute – Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute (aggiornamento 2024). www.salute.gov.it