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Al via il progetto Assobiotec sulle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI)

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) rappresentano una sfida crescente per i sistemi sanitari italiani. Patologie croniche e recidivanti, a forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), mostrano un aumento costante di incidenza e prevalenza. Allo stesso tempo, rapide innovazioni diagnostiche e terapeutiche ne stanno trasformando la gestione clinica, mentre permangono criticità legate a diagnosi tardive, inappropriatezza terapeutica e percorsi assistenziali frammentati.

Per favorire la definizione di strategie e percorsi integrati di assistenza, nutrizione e cura sempre più personalizzati, efficaci e sostenibili in grado di valorizzare l’innovazione e di rispondere ai bisogni reali dei pazienti e del Sistema Paese, Assobiotec – Federchimica, attraverso il focus group MICI attivo all’interno del Gruppo di Lavoro Prevenzione, ha avviato una iniziativa multistakeholder di lungo periodo che comprende: un momento di lancio istituzionale del progetto, che si è tenuto oggi alla Camera dei Deputati con l’evento “Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: il valore della ricerca biotecnologica e della collaborazione fra Istituzioni, società scientifiche e associazioni di pazienti”. A questo seguiranno altri momenti di confronto strutturato tra Istituzioni nazionali e territoriali, clinici, associazioni di pazienti e industria biotecnologica, con l’obiettivo di allineare i bisogni assistenziali e l’innovazione scientifica. Il progetto prevede inoltre la realizzazione, a cura di ALTEMS e CEIS, di un modello econometrico predittivo/previsionale in grado di anticipare gli effetti economici legati alla disponibilità di nuove soluzioni diagnostico terapeutiche che sarà presentato alla fine del percorso.

La costruzione di modelli previsionali rappresenta uno strumento fondamentale per supportare la programmazione sanitaria e orientare l’allocazione delle risorse in funzione dei reali bisogni della popolazione. Attraverso un approccio basato su evidenze scientifiche e su dati epidemiologici e clinici, il nostro obiettivo è simulare gli effetti delle diverse strategie di gestione delle MICI e anticipare l’impatto delle innovazioni diagnostiche e terapeutiche, mettendo a disposizione dei decisori pubblici uno strumento concreto per pianificare politiche sanitarie più efficaci, sostenibili e coerenti con l’evoluzione dei bisogni di salute” afferma Eugenio Di Brino, Co-founder & Partner di Altems Advisory, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

In un contesto caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione e dal conseguente aumento della domanda di salute, è essenziale disporre di strumenti capaci di definire in modo puntuale i bisogni della popolazione e di supportare i decisori nella programmazione sanitaria. In questo scenario, un approccio multidisciplinare come l’Health Technology Assessment è fondamentale per valutare, sulla base di evidenze scientifiche solide, il valore di percorsi di diagnosi e cura, in particolare in aree complesse come quelle delle MICI. La disponibilità di dati e metodologie rigorose consente infatti di trasformare l’evidenza in un supporto concreto ai processi decisionali, orientando le scelte verso interventi in grado di migliorare gli esiti clinici e la qualità della vita dei pazienti, assicurando al contempo un’allocazione efficiente delle risorse” dichiara Paolo Sciattella, Ricercatore CEIS-EEHTA, Università di Roma Tor Vergata.

“Con questa iniziativa vogliamo dimostrare che l’adozione appropriata di soluzioni innovative non rappresenta un costo aggiuntivo, ma un’opportunità per offrire ai pazienti diagnosi e trattamenti migliori e per ottimizzare le risorse del SSN – dichiara Giorgio Ghignoni, co-coordinatore del Gruppo di lavoro Prevenzione di Assobiotec – Federchimica –. L’obiettivo è favorire strategie integrate di prevenzione, assistenza, nutrizione e cura, in linea con le priorità sanitarie europee e nazionali, e basate su dati di real world.”

FOCUS MICI: Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali

Le MICI sono patologie multifattoriali, causate dall’interazione tra fattori genetici, immunitari e ambientali. Negli ultimi 10 anni il numero di pazienti in Italia è cresciuto in modo significativo e si stima che nei prossimi 10 anni la prevalenza possa aumentare del 30-40%.

Impatto sanitario ed economico:

Costo diretto per il SSN: oltre 400 milioni di euro/anno
Costo previdenziale stimato (INPS): 21 milioni di euro/anno
Costo individuale del trattamento: fino a 20.000 euro/anno per paziente
Ricoveri: dal 20 al 40% dei pazienti almeno una volta l’anno

Impatto sociale:

Colpiscono spesso persone giovani, con effetti su carriera e vita sociale
Fino al 30% dei pazienti sviluppa ansia o depressione
Molti caregiver riducono o interrompono l’attività lavorativa

Sfide del sistema sanitario:

Disuguaglianze territoriali nell’accesso a centri specializzati e terapie innovative
Necessità di politiche sanitarie chiare e una visione di sistema per garantire una gestione efficace e sostenibile

Le MICI non rappresentano dunque solo una questione clinica, ma una sfida strategica per la sostenibilità del SSN e la qualità della vita dei pazienti.

Fonti dati:

Belei O, et al. The Interaction between Stress and Inflammatory Bowel Disease in Pediatric and Adult Patients. J Clin Med 2024;13(5):1361Fine modulo
Capri S, et al. The costs of patients with inflammatory bowel diseases (Crohn’s disease and ulcerative colitis). Real world study in Italy .Home / Archives / Vol. 5 No. 1 (2018): January-December 2018
“Valutazione dei principali indicatori, dei costi diretti, indiretti e sociali correlati delle Inflammatory Bowel Disease”, Centro Eehta del Ceis (Facoltà di Economia, Università degli studi di Roma Tor Vergata), presentato al Convegno ‘IBD: impatto sociale e analisi dei costi correlati’ organizzato da MA Provider, con il patrocinio del Ministero della Salute, dell’Iss, IG-IBD e Amici Onlus e realizzato grazie al contributo di Takeda Italia.