Menopausa, tra i sintomi c’è anche la «nebbia nel cervello»

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18/10/2022

Con la fine dell’età fertile la memoria subisce alcune modificazioni con ricadute negative sulla qualità di vita. Cosa vuol dire sentirsi «annebbiate» e per quanto tempo va avanti?

Quando arriva la menopausa può farsi sentire in tanti modi diversi. Accanto alle temute vampate, molte donne sperimentano un disturbo più subdolo: la cosiddetta «nebbia nel cervello», protagonista dell’odierna (il 18 ottobre) Giornata mondiale della menopausa.

I segnali

Chi ci è passata, o ci sta passando, sa bene cosa vuol dire sentirsi «annebbiate» e quali possano essere le ricadute sul lavoro, e più in generale nella gestione quotidiana, di tutti quei disturbi legati al fatto che la memoria subisce alcune modificazioni con la menopausa. La buona notizia è che in genere non si tratta di avvisaglie di una demenza imminente, ma di disturbi molto frequenti associati alla fine dell’età fertile, che tendono a migliorare nella fase postmenopausale. «Difficoltà a ricordare parole e numeri, a concentrarsi, a passare da un’attività all’altra così come la tendenza a dimenticarsi la ragione per cui si fa qualcosa oppure di eventi e appuntamenti: sono questi i tipici sintomi del «cervello annebbiato» che molte donne sperimentano intorno all’epoca della menopausa – spiega la professoressa Rossella Nappi, responsabile del Centro di procreazione medicalmente assistita e dell’Ambulatorio di endocrinologia ginecologica e della menopausa presso l’Irccs Fondazione San Matteo, Università degli Studi di Pavia nonché presidente eletto della Società internazionale della menopausa —. Tali problematiche possono essere causate dalle oscillazioni ormonali , soprattutto a carico degli estrogeni, e dai sintomi della menopausa, quali vampate, disturbi del sonno e modificazioni dell’umore che, soprattutto quando particolarmente pesanti, possono avere ricadute anche sulla memoria».

Come contrastare il fenomeno

Sebbene possano destare preoccupazione, questi sintomi non sono in genere il campanello di allarme di un disturbo cognitivo come la demenza o la malattia di Alzheimer. «Tutte le donne sono destinate ad attraversare la transizione menopausale, ma la maggior parte di loro non svilupperà un quadro di demenza. I casi di demenza intorno ai 50 anni sono molto rari, a meno che vi sia una familiarità per la malattia di Alzheimer ad esordio precoce» rassicura l’esperta. Sebbene possa essere invalidante, la «nebbia nel cervello» è in genere un fenomeno di lieve entità che tende a migliorare nel tempo. Non esiste una cura specifica, ma alcuni accorgimenti possono aiutare a mantenere il cervello in salute. Per esempio è ben noto quanto sia importante uno stile di vita salutare. Fare una regolare attività fisica, seguire una dieta sana ed equilibrata, con pochi zuccheri e grassi e ricca di frutta e verdura, smettere di fumare, non abusare di alcolici, mantenere il peso nella norma, coltivare le relazioni sociali, tenere sotto controllo i fattori di rischio cardiovascolare, sono tutte strategia che possono giovare a corpo e mente. «Anche la terapia ormonale sostitutiva può migliorare alcuni aspetti cognitivi, sebbene questa non sia una delle sue indicazioni come non lo è la diminuzione del rischio futuro di demenza – puntualizza Rossella Nappi —. Il trattamento estrogenico è raccomandato soprattutto in caso di menopausa prematura o di asportazione di entrambe le ovaie, fattore che determina la cosiddetta menopausa chirurgica».

Fonte: https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/22_ottobre_18/menopausa-sintomi-nebbia-cervello-127997a2-4e34-11ed-bc0e-7c09bbf42712.shtml